27 gennaio 2012 - Giornata della memoria

Per ricordare le sofferenze della “Shoha” e dei deportati nei campi di concentramento in Germania dopo l’8 settembre 1943 ha avuto due momenti. Il primo in piazza Maestri del Lavoro con la deposizione della corona d’alloro al cippo che ricorda i deportati e gli interventi delle autorità. Il secondo, nella sala Consiliare della Provincia, durante il quale S.E. il Prefetto Pierfrancesco Galante nel suo intervento ha illustrato con grande efficacia il significato della giornata. 

Ha, infatti, ricordato che “il primo seme avvelenato, il primo germe distruttivo fu quello dell’intolleranza, del nazionalismo e del populismo che si tradussero in demonizzazione e odio per il diverso e lo straniero. L’odierna concessione della medaglia d’onore a coloro che per ultimi sono stati riconosciuti come vittime della follia e della barbarie nazista, non deve in alcun modo apparire come un noioso e ripetitivo rituale, suggerito solo dal rispetto verso una generazione in via di estinzione, che ha vissuto gli orrori di una guerra sanguinosa e gli errori di una dittatura autoritaria e dissennata.

Al contrario, questi momenti devono essere frequentemente celebrati, con orgoglio e solennità, per alimentare nell’animo delle giovani generazioni e mantenere sempre elevato il sacro rispetto per la vita, per la libertà degli individui, per la democrazia e devono servire ad allontanare il pericolo di rigurgiti autoritari, sia dichiarati che mascherati. Si impone, dunque, anche in questi tempi grande attenzione e una pronta reazione dovunque il germe dell’intolleranza e del razzismo si manifesti e in qualsiasi forma, anche in paesi come l’Italia che si sono dati dichiarazioni di principi e Costituzioni democratiche”.

Nella foto il Prefetto Pierfrancesco Galante, il Presidente della Provincia Alessandro Ciriani e il Sindaco di Pordenone con i premiati con la medaglia d’onore.