OSCAR ZIGIOTTI Maestro del Lavoro e di solidarietà

Il M.d.L. Oscar Zigiotti e Gianna, la sua inseparabile consorte, iniziano il loro impegno sociale in Bolivia nel 2000 per conoscere una bambina adottata a distanza quando aveva pochi mesi, con problemi di epilessia e salutare Don Arturo, e dopo undici anni li stanno ancora salutando e visitando. Da allora trascorrono periodi oscillanti dai 3 agli 8 mesi all’anno nel paese sudamericano, a proprie spese, per portare aiuto anche con il supporto di amici e sostenere la locale missione gestita dalle Suore di Nostra Signora del Rosario di Udine. Ciò è possibile perché i loro “due bambini” sono ormai genitori e hanno fatto diventare Oscar e Gianna nonni di 5 nipoti. “Finché salute e possibilità  terranno, continueremo nella nostra opera di solidarietà”, affermano. Ma la disponibilità e l’attenzione alla società erano già emerse precedentemente con l’accettazione da parte di Oscar Zigiotti della Presidenza della Comunità Educante Elisabetta Vendramini, una istituzione che da decenni segue la gioventù della nostra città e provincia. Inoltre, nel 1992 quale Presidente del Comitato per l’accoglienza di Papa Giovanni Paolo II in visita a Pordenone, il 1° maggio essendo impegnato con il Santo Padre, dovette rinunciare al ritiro della Stella al Merito del Lavoro che fu ritirata a Trieste in sua vece dall’indimenticabile Console Provinciale Bruno Filipetto. Il M.d.L. Oscar Zigiotti si rese anche disponibile ad assumere l’incarico di Segretario del Comitato per il restauro del Campanile di San Marco e per la pubblicazione del volume sull’omonimo Duomo. Al termine del mandato al “Vedramini”, Oscar Zigiotti fu insignito dell’Ordine di Cavaliere di San Gregorio Magno, mentre per l’intenso ed impegnativo incarico di coordinamento per la ristrutturazione del Campanile e del libro su San Marco, ricevette l’onorificenza di Commendatore di San Silvestro, su segnalazione del Vescovo Mons. Sennen Corrà e con pergamena a firma Giovanni Paolo II. Anche grazie alla positiva esperienza maturata in Bolivia, nel 2005 su delega del Vescovo Mons. Ovidio Poletto, il M.d.L. Oscar Zigiotti e consorte Gianna si recarono in Ecuador per fondare l’ultima missione della diocesi di Pordenone a Tachina. Dopo queste premesse, riferiamo l’attività piena di sentimenti umanitari e solidali di Oscar Zigiotti in Bolivia.

Santa Fé de Yapacanì, zona amazzonica, la nostra base operativa con le suore della Nostra Signora del Rosario, più brevemente “Rosarie” presenti in Bolivia e Chile. Pane e latte tutte le mattine per dieci mesi. Otto - novecento bimbi dalle sei alle otto di mattina,  a fare colazione con un pane condito e una tazza di latte, a riempir un buco che dura dal mezzogiorno del giorno prima, perché la cena è quasi sempre un optional. San Carlos, lì vicino, Parrocchia nostra, animata da grandi missionari salesiani, due dei quali hanno prima onorato Pordenone con loro servizio al Don Bosco e in Parrocchia, P. Nigris e P. Bergamasco. Centro del Bambino denutrito della suore della Provvidenza di San Luigi Scrosoppi, dove ci aspettano – Gianna in particolare – una cinquantina di bimbi strappati alla morte per malattie infettive, denutrizioni, maltrattamenti vari. Dal loro da mangiare, pulirli, farli camminare, prenderli

in braccio, farli sentire benvoluti, accarezzarli. Hogar de Diòs, a Saavedra, voluto,edificato, animato da Toni e Marisa, veneti in Bolivia da trent’anni ,senza figli, che animano e sorreggono il Centro di accoglienza per una trentina, anche più, di persone affette da paralisi cerebrali infantile, dai 2-3 anni ai…quindici-sedici ormai, per i primi arrivati. E lì Gianna è di casa, perchè ci aspetta Luis Angel, che mugola di gioia quando riascolta la canzoncina che lega Gianna a lui stesso ormai da dieci anni! Sacaba, orfanatrofio animato/gestito dalle “Rosarie” per bambine sole, abbandonate,recuperate dalla strada o quasi, cresciute con tanta passione e competenza in un ambiente finalmente protetto anche a sanare pietose storie di brutale violenza. Cochabamba, con la casa di vocazione delle Suore Rosarie. Altro mondo, a 2.500 metri di altezza in periferia (una volta…) di una città che raggiunge ormai il milione e tre/quatto centomila abitanti, senza contare i senza dimora che vagano penosamente per le strade in cerca di…”cibo”, anche dai cassonetti della immondizia, o nelle discariche cittadine.”Cléferos”, bande di giovani soli, che si accampano sui marciapiedi, vivono di espedienti, piccole ruberie, e calmano i morsi della fame inalando da una bottiglietta i vapori della  vernice dei calzolai, ”clefa”, appunto...E anche lì arrivano le “Rosarie” e i loro amici. Testimoni di nozze, padrini di battesimo e cresima ad una ventina di bimbi e giovani, costruttori, con la mano d’opera di lì, di “casette” a mamme con figli, regolarmente abbandonate dal “marito”, orfani e ciechi sistemati in strutture per loro, interventi per ricoveri ospedalieri, aiuti per gli studi, due lauree, a giovani meritevoli, in ingegneria elettronica e odontologia, certificati di nascita, di diploma, di laurea, casse da morto, medicinali, vestiti, una squadra di esperti (nutrizionista/pediatra/operatrice sociale/infermiera, che seguono le sorti dei bimbi denutriti al Centro e anche recandosi, con “trasferte” decisamente pesanti, all’interno a visitare ed istruire sulla corretta alimentazione le mamme dei bimbi nei vari villaggi della zona. Tre bambini strappati alla morte, anziani ospedalizzati fino alla guarigione, protesi dentarie..insomma l’elenco è lungo, ma non ci mettiamo vanagloria, lo facciamo per lodare  una volta di più il Padre che sta nei Cieli che ci ha ispirati, guidati, sorretti in questa avventura che continua ancora. Ogni volta sulla via ritorno ci diciamo”..questa è l’ultima” salvo poi dopo tre - quattro mesi di Pordenone, sentire irresistibile il richiamo della nostra gente boliviana…e cominciare risparmiare per il biglietto, per le iniziative da completare, per gli aiuti da portare.  Perché i “figli dello Spirito” ci sono cari tanto quanto i figli della carne, che il Buon Dio ci ha donato nella nostra esperienza di genitori e nonni! Partiamo l’undici aprile, fino al 7 luglio, per stavolta. Gianna e Oscar Zigiotti.

Se è vero che fa più rumore un albero che cade, che 1000 che crescono,il M.d.L. Oscar Zigiotti e la consorte Gianna Di Sopra fanno parte di quei mille alberi che crescono in silenzio ma, aiutano il mondo a progredire in senso positivo.